Piacenza e provincia

Alberto Nicolini è manager dell’anno «Il mio viaggio insieme a chi è fragile»

Alberto Nicolini è il manager dell’anno. Federmanager, per mano del presidente Michele Vitiello, ha consegnato ieri all’Hotel Roma nel corso di una conviviale, la targa che premia l’amministratore delegato di Castagna Univel e fondatore dell’impresa sociale “Il Viaggio” di Veano.

Alberto Nicolini è il manager dell’anno. Federmanager, per mano del presidente Michele Vitiello, ha consegnato ieri all’Hotel Roma nel corso di una conviviale, la targa che premia l’amministratore delegato di Castagna Univel e fondatore dell’impresa sociale “Il Viaggio” di Veano.

Nicolini, classe ‘63, originario di Noceto in Emilia, laureato a Bologna in Economia e Commercio, ha vissuto in Inghilterra, Canada e Usa. A Piacenza arriva nel 1995 con un fondo di private equity per l’acquisizione dell’azienda Celaschi, poi messa in sicurezza dopo una grave crisi. Alla Castagna Nicolini lavora da più di vent’anni, è anche imprenditore nel settore automotive e nel 2002 costituisce una propria azienda. Castagna fa imballaggi flessibili per il settore alimentare, farmaceutico e parafarmaceutico, si tratta di una realtà importante, con tre stabilimenti, quello storico di Guardamiglio, uno a Mortara ed uno in provincia di Vercelli, 200 dipendenti, un fatturato di 60 milioni e l’orgoglio di essere tra le prime aziende italiane migliori. Nel 2019 però decide di fare una svolta.

Quale svolta, Nicolini?
«Con la mia compagna Ornella Cialini, abbiamo molto fare viaggi che definiscono convenzionali, dall’Uganda all’Amazzonia, ci piace condividere un pezzetto di vita con le persone del posto. Visitare paesi difficili, poveri ha cambiato la scala delle nostre priorità».

E dunque si apre una finestra, avete dato vita a un progetto.
«Tornando da un viaggio in Danimarca ci è venuta voglia di dare una mano a chi è meno fortunato e nasce in posti dove non ha la minima possibilità di cambiare il corso della propria vita. Avevamo accarezzato l’idea di fare qualcosa all’estero, in Africa, ma era una scelta troppo impegnativa. Abbiamo pensato di fare qualcosa qui anche per persone fragili, per disabili con difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro».

Le risorse?
«Ho venduto la mia attività a fine 2019 per finanziare il progetto. Abbiamo acquistato terreni a Veano e alcuni rustici, tutto è autofinanziato, andrà in una Fondazione. Abbiamo dato l’attività in comodato, un’impresa sociale “Il Viaggio”. L’investimento è a fondo perduto senza finalità di lucro, ma l’attività deve autosostenersi».

Su quali attività puntate?
«Siamo partiti dall’agricoltura, dai terreni. La coltivazione di orzo, malto permette la nascita del birrificio. Si apre la piccola cucina, un relais con tre camere e altre tre seguiranno. A novembre c’è stata l’inaugurazione ufficiale».

Ciriassuma la filosofia.
«Tre pilastri. Anzitutto dare opportunità di lavoro a persone fragili, svantaggiate, con disagio psichiatrico, con problemi di epilessia, una signora disabile insieme ad alcune figure normodotate, un team di sei o sette persone in tutto. Vogliamo crescere. Un secondo pilastro è la sostenibilità, coltivazioni che non richiedono irrigazione, ceci, orzo, un oliveto, non usiamo gas, ma energia elettrica, con impianti fotovoltaici, si fa raccolta di acqua piovana in cisterne. Il terzo pilastro è la ricerca dell’eccellenza, puntiamo al massimo».

Un messaggio ai giovani da top-manager?
«Il mio lavoro mi è sempre piaciuto e continua a piacermi, ma avvicinandoci ai 60 anni è nata la voglia di lasciare qualcosa di utile anche agli altri, l’impresa ci prende tanto tempo, anche se sia come Omero, che ha uno studio di commercialista e consulente del lavoro, stiamo ancora lavorando. Un messaggio ai giovani? Ne vedo tanti che hanno poche certezze, vanno in palestra e poco altro, a loro dico di trovare una passione nella vita e di seguirla, ci vuole tempo, sacrificio, ma è una grande molla».

Di ritorno dalla Danimarca nasce la voglia di aiutare chi è meno fortunato

Ai giovani dico: trovate una passione nella vita, seguitela, è una grande molla

Articolo originale: Libertà, 08-12-2024

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