VEANO DI VIGOLZONE
Alberto e Ornella tra mille viaggi e un progetto di impresa sociale diventato realtà sui colli di Veano
I sogni e i viaggi sono tra le nostre azioni più appaganti e spesso i due concetti si compenetrano poiché viaggiare è anelito senza età di molte persone. Sulle colline di Bagnolo, a Veano, in uno scenario mozzafiato che domina la Pianura Padana e nelle giornate terse ha lo skyline delle Alpi, ho scovato una storia bellissima, che si fonda proprio su questo binomio e ha come protagonisti due “giovani sessantenni”: Alberto Nicolini, romagnolo d’origine ma piacentino d’adozione, industriale e manager; la sua compagna Ornella Calamari, piacentina Doc, commercialista. Storia vulcanica e ricca di un’impresa sociale che si chiama “Il Viaggio” e che ha l’inclusività come obiettivo, ma anche come strada maestra inevitabile per chi sa che nell’abbracciare le differenze si scopre la ricchezza dell’unità. Il trait d’union della loro relazione è il desiderio di visitare mete per così dire un po’ complicate: «Ne abbiamo scoperte in ogni parte del mondo – racconta Alberto – tra contesti e luoghi lontani anni luce dai nostri, condividendo la vita di persone straordinarie, che hanno la sfortuna di essere nate in paesi svantaggiati, ma che vivono con gioia e dignità del poco che hanno. E proprio al ritorno da una di queste vacanze, a inizio 2019, in Dancalia (regione del Corno d’Africa che comprende lo Stato di Gibuti e parti dell’Eritrea e dell’Etiopia), abbiamo pensato di realizzare un progetto “sociale” attraverso il quale restituire un po’ di quanto abbiamo avuto la fortuna di ricevere dalla vita».
L’idea iniziale di un vero e proprio trasferimento in India e in Africa, ha nel tempo preso contorni e confini più nazionali… addirittura piacentini. «Abbiamo pensato a un’impresa di agricoltura sociale – prosegue Alberto – per costruire senza alcun fine di lucro un progetto, un ecosistema, che possa dare un’opportunità di lavoro e riscatto sociale a chi è stato meno fortunato di noi».
L’approdo a Veano è stata una vera e propria “illuminazione” e lo step successivo – con notevole investimento di capitale da parte di entrambi – l’acquisto di una decina di ettari di terreno e di vecchi fabbricati fatiscenti da ristrutturare e trasformare in quel meraviglioso sogno che oggi è “Il Viaggio”. Un birrificio con annessa birreria, che ha aperto i battenti solo qualche giorno fa e un relais con tre fiabesche stanze (ma il numero è destinato ad aumentare) che ad agosto accoglierà i primi clienti. Ad aiutare i due inguaribili dreamers sono arrivati Monica Nastrucci (che si occupa di organizzazione, comunicazione, accoglienza e tanto altro) ed il mastro birraio Emmanuel Peratici, assieme a una ragazza che lavora in cucina e a tre “persone fragili” che sono i primi dipendenti di un’impresa virtuosa, partita da poco, ma con le idee già chiarissime. Manuel, che di mestiere faceva il meccanico di macchine utensili, ma che ha sempre prodotto birre artigianali nel garage di casa per passione, ha sposato con entusiasmo il progetto ed è il re di in un moderno laboratorio a vista.
«Utilizziamo l’orzo, coltivato nella nostra azienda agricola secondo il metodo biologico – tiene a precisare con molto orgoglio – abbiamo iniziato a produrre il 3 novembre 2023 con la prima cotta e oggi abbiamo già sei birre in carta. Tutte con nomi legati in qualche modo al viaggio: c’è la U.S. Route1 (American Pale Ale dallo stile americano); la SP55 Blanche (birra di frumento in stile belga); la Safari Helles (tipica lager); l’Imperial Italian Pils ispirata al classico stile pilsner tedesco; la Ryokou Marzen (di ispirazione bavarese); e la Milk Stout (ricca e scura, originaria dell’Irlanda e del Regno Unito). Attenzione però, non sono in vendita in negozi o altri esercizi, chi vuole degustarle deve salire a Veano per una merenda nel suggestivo locale creato a margine del laboratorio, aperto dal giovedì alla domenica. Il luogo merita sia per la location che per la piccola cucina. Arredato con gusto, ma con un occhio attento alla sostenibilità e al riciclo. Il food proposto non è banale, con piatti ricercati, frutto delle competenze di Alberto e Ornella, di cui alle pareti si rincorrono decine di splendide fotografie. In tavola taglieri di salumi e selezioni di formaggi, tutto – compreso i vini – rigorosamente provenienti dal territorio, quando non addirittura dalle coltivazioni aziendali (ad esempio con i ceci, serviti tostati aromatizzati o trasformati in hummus). Buona parte del pane proviene da un artista come Chiere e i sandwich sono stati pensati da Daniele Repetti chef e patron del ristorante Nido del Picchio di Carpaneto P.no. Se posso dare un consiglio: non perdete uno dei dessert che si chiama, manco a dirlo, Dolceviaggio e il cui ingrediente principale è top secret (viene rivelato solo che se si tratta di una scoperta di Ornella e Alberto in qualche sperduto angolo del mondo). Si fa merenda in una meravigliosa sala sopra la birreria o nella bella stagione su una terrazza dalla vista incantevole.
Poi c’è l’ultimo step del progetto, cioè il relais con tre avveniristiche camere dallo stile moderno e funzionale, impreziosite con elementi di arredo provenienti da paesi lontani, alle quali sono stati attribuiti i nomi di famosi esploratori: Marco Polo, Livingstone e Darwin. Ognuna con ingresso indipendente, bagno privato, una piccola cucina attrezzata (in un caso anche la sauna) e accesso diretto alla piscina a sfioro e a un’area privata, con lettini e ombrelloni. «Vogliamo che la nostra sia un’accoglienza di alto livello – precisa Alberto – ma in un contesto di sostenibilità, che consenta all’impresa di avere un futuro, anche grazie alla creazione di una vera e propria fondazione. Perché se è vero che la finalità sociale è quella assolutamente prevalente, il nostro auspicio è che chi sceglie “Il Viaggio” lo faccia anche per la bellezza del contesto, la sua offerta eccellente e l’atmosfera di serenità, rispetto e inclusività che lo distinguono. Per essere quindi parte di un progetto che fa bene e fa sentire bene». – gielle
Articolo originale: Libertà, 21-04-2024

