Valtrebbia e Valnure

Sulle colline di Veano un relais e un birrificio per un mondo solidale

L’impresa sociale “Il viaggio” richiama clienti anche dall’estero e intanto offre una “chance” lavorativa a persone svantaggiate

di Nadia Plucani

A Veano, sulle colline di Vigolzone tra i vigneti e Villa Alberoni, ha trovato spazio l’impresa sociale “Il viaggio” che unisce ospitalità e inclusività, sostenibilità e solidarietà. Il complesso — che comprende un birrificio, camere e relais con piscina e vista mozzafiato sulla pianura, cucina, campi coltivati a orzo, ceci e olivi — è aperto dalla primavera scorsa. Ieri mattina si è tenuta, però, l’inaugurazione ufficiale approfittando delle giornate “We food, un week-end nelle Fabbriche del Gusto” (che continuerà anche oggi) con i rappresentanti di istituzioni e associazioni piacentine, degli operatori di settore, della stampa, più volte stupiti della bellezza del posto, del paesaggio e del progetto stesso che crea opportunità di lavoro per persone vulnerabili.

Così i fondatori, Ornella Calamari e Alberto Nicolini, parlano del progetto intitolato “Il viaggio”: «Ci piace viaggiare anche in posti insoliti, difficili, non ricchi. E quando viaggiamo ci piace condividere un pezzetto di strada con chi incontriamo. Questo progetto è nato da una promessa fatta anni fa: se le cose fossero andate bene, avremmo restituito parte della nostra fortuna a chi ne ha avuta meno. “Il viaggio” è la nostra restituzione».

Il cuore pulsante di questa “macchina” sono i ragazzi e le ragazze che vi lavorano. Francesco, per esempio, è addetto al servizio clienti e ai ceci. Ha infatti mostrato con orgoglio la coltivazione e la lavorazione dei legumi che vengono poi serviti nel ristorante o venduti nel punto vendita del relais. C’è poi Elia, che si occupa della parte di cucina e di accoglienza degli ospiti che, ricorda, quest’estate sono stati tanti e tra loro anche stranieri. Elia sta frequentando l’ultimo anno di scuola alberghiera e il 1° dicembre terrà un corso di preparazione degli anolini (rigorosamente con lo stracotto e il brodo di terza).

La visita del complesso è proseguita anche nel birrificio in cui si producono otto birre artigianali, le cui etichette sono state realizzate insieme a giovani con spettro autistico de “La Matita Parlante” di Piacenza. Le collaborazioni non mancano: dall’Opera Pia Alberoni ai ragazzi di “Oltre l’Autismo”. C’è poi l’attenzione alla sostenibilità e alla solidarietà. Solo due esempi: il sapone per le mani delle toilette è realizzato con malto esausto, quindi scarti della birra, mentre il caffè arriva da una micro piantagione in Uganda. Un’attività che mette al centro le persone e le loro storie per contribuire a favore della comunità locale.

Articolo originale: Libertà, 03-11-2024

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