La mia passione nasce dalla mia famiglia. Mio padre, così come mio nonno, si erano trasferiti per lavoro in Belgio. Anche se ancora giovane per bere, li accompagnavo nei pub della città. In quei luoghi la cultura verso la birra era fortemente sentita, l’ho subito notato, tanto che pure mio padre ne aveva una cantina ben fornita. Questo ricordo mi è rimasto nel cuore ed è riaffiorato verso i 25 anni, quando ho deciso di buttarmi e iniziare a produrre birra nel garage di casa. Era una moda che stava emergendo giusto in quegli anni, tanto che iniziarono a essere venduti i primi kit di produzione. Mi recai a Cremona, a La Fabbrica della Birra, un locale assai famoso a quei tempi, dove si tenevano corsi con pionieri della produzione artigianale, per esempio Agostino Arioli, oggi un vero e proprio guru nel settore. Terminato il corso, sono iniziate le prime prove. Insieme a un gruppo di amici, mi divertivo a trovare soluzioni per meccanizzare il processo di produzione casalingo, composto da semplici pentole e mestoli. Ero affascinato dalla meccanica dell’intero processo e dai macchinari utilizzati: sono curioso di natura, mi piace comprendere ogni fase che porta al prodotto finito. E secondo me, è proprio questo mio tratto che mi ha spinto più di tutto.